Josip Vilfan (Wilfan)

Josip Vilfan (Wilfan)

Josip Vilfan (fino al 1939 usò ufficialmente la variante Wilfan; Trieste, 30 agosto 1878 – Belgrado, 8 marzo 1955), avvocato e politico. Conseguita la maturità a Ragusa in Dalmazia, dove nel 1890 la famiglia si era trasferita per motivi lavorativi del padre, si iscrisse a Legge all’Università di Vienna, laureandosi nel 1901. Svolse il praticantato presso il tribunale di Trieste, nello studio legale di Matko Laginja a Pola (1902-1904) e, ancora, negli studi triestini degli avvocati M. Pretner e U. Fillinich. Iniziò l’attività politica nel 1906, quando fu eletto segretario della società politica Edinost, mentre nel 1910 divenne il suo presidente, carica che ricoprì fino al 1928. Nel 1908 aperse il suo studio legale e l’anno successivo fu eletto nel Consiglio cittadino di Trieste (fu rieletto nel 1913). Dal 1908 iniziò a redigere i suoi contributi incentrati sulla difesa nazionale slovena (già l’anno prima fu attivo nelle agitazioni per le elezioni parlamentari, le prime a suffragio universale maschile); tra i maggiori successi politici ottenuti, va ricordata la revisione luogotenenziale del censimento della popolazione a Trieste e nel suo circondario nel 1910. Era un sostenitore della concordia tra i popoli, si batteva per i diritti della componente slovena e per la sua uguaglianza nazionale, ma osteggiava le posizioni nazionaliste. Nel gennaio del 1915 partecipò alla riunione dei politici sloveni e croati di Trieste (tra i quali Otokar Rybář, deputato al Consiglio imperiale, e l’avvocato Josip Mandić) con Carlo Galli, esponente del ministero degli Esteri in missione segreta per registrare le reazioni in caso di un’occupazione italiana della regione. Nel 1918 prese parte alle polemiche circa l’appartenenza statale della città, che a suo giudizio spettava al futuro Stato jugoslavo, ma avrebbe dovuto garantire tutti i diritti nazionali agli italiani. Sul finire della guerra fece parte del Comitato di salute pubblica, mentre nell’immediato dopoguerra presso le autorità italiane rivendicava per la popolazione slovena il riconoscimento dei diritti nazionali. Nel 1921 e nel 1924 fu eletto al parlamento di Roma in cui si batté per assicurare i diritti fondamentali alla minoranza slovena e croata entro i confini del Regno. Al tempo stesso sia a livello politico sia pubblicistico s’impegnò a favore della convivenza tra gli sloveni del Litorale e le autorità italiane. Nel 1925 fu il proponente della prima conferenza delle minoranze nazionali europee che si tenne a Ginevra. Fu eletto presidente del Congresso delle nazionalità europee, il cui ufficio aveva sede a Vienna (che diresse fino al 1938 assieme a Engelbert Besednjak). Per questa attività risonante a livello europeo fu inviso al regime fascista; nel 1928, dopo un colloquio con Mussolini, decise di abbandonare il Regno, si trasferì nella capitale austriaca e dal 1939 visse a Belgrado.

  • Bibliografia
    L. Čermelj, B. Marušič, Vilfan (Wilfan) Josip, in Slovenski biografski leksikon, vol. IV, Slovenska akademija znanosti in umetnosti, Ljubljana 1980-1991, pp. 467-469; E. Pelikan, Prerez življenja dr. Josipa Vilfana, in Josip Vilfan, a cura di G. Bajc, University of Primorska, Koper 2005, pp. 11-18; Branko Marušič, Vilfan, Josip, in Enciklopedija Slovenije, vol. 14, Mladinska knjiga, Ljubljana 2000, p. 239.
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