Cimitero della Marina a Pola

Cimitero della Marina a Pola

Nel corso dell’Ottocento Pola aveva conosciuto un notevole sviluppo. Dal 1850, la marina da guerra di Vienna aveva scelto la cittadina all’estremo sud dell’Istria per costruirvi il suo nuovo arsenale per navi militari. Pochi anni dopo, Pola sarebbe anche diventata la sua piazzaforte nel Mediterraneo. La popolazione era così passata dal migliaio scarso di abitanti all’inizio del secolo, ai circa 60.000 alle soglie della Grande guerra. Pertanto a Pola, il personale della marina asburgica costituiva una componente importante della popolazione. Spesso gli ex ufficiali di carriera decidevano di risiedervi con la propria famiglia anche quando arrivavano alla pensione, visto che si trattava in gran parte di istro-veneti e dalmati, e il dialetto era, assai più del tedesco, la lingua d’uso della marina austro-ungarica. Tutto ciò spinse la marina a predisporre un proprio cimitero nel 1862; il preesistente camposanto civile di monte Ghiro non infatti era sufficiente per le esigenze del centro costiero in pieno sviluppo. Spesso, ad alcuni dei parenti dei militari scomparsi veniva accordato il permesso di essere tumulati vicino al proprio congiunto. Il cimitero della marina rimase in funzione sino al 1930, quando le nuove autorità italiane ne decisero al chiusura. In totale, accolse all’interno delle proprie mura quasi 7500 persone. Circa un quarto di queste erano morti negli anni della Prima guerra mondiale. Dal 1914 al 1918 il numero delle sepolture crebbe costantemente; nell’ultimo anno del conflitto fu raggiunta la cifra di 892 caduti, quasi due volte e mezzo quelli dell’anno precedente. L’impennata  nei decessi ebbe due ragioni fondamentali: l’epidemia dell’influenza «spagnola» e l’affondamento della «Viribus Unitis» negli ultimi giorni della guerra, che provocò circa 300 vittime. Il cimitero della marina svolgeva inoltre la funzione di cimitero non cattolico per la città di Pola: vi furono sepolti 26 ebrei, 116 protestanti, 168 ortodossi e 81 musulmani. Fra i più noti defunti che riposavano nel cimitero della marina vi era Nazario Sauro, noto eroe dell’irredentismo istriano, condannato a morte dalle autorità austriache nel 1916. Il suo corpo fu poi esumato nel marzo del 1947, durante i giorni del tragico esodo di Pola. La salma di Sauro, insieme alle spoglie di altri caduti italiani del primo conflitto mondiale, come Giovanni Grion, fu traslata nel cimitero di Venezia.

  • Bibliografia
    R. Marsetič, Il cimitero civico di Monte Ghiro a Pola, simbolo dell'identità cittadina e luogo di memoria (1846-1947), Centro di ricerche storiche, Rovigno 2013.
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  • Crediti immagine
    Archivio Roberto Todero. Collezione privata visitabile Zenobi.
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