Franz Xaver Josef Conrad conte von Hötzendorf

Franz Xaver Josef Conrad conte von Hötzendorf

Franz Xaver Josef Conrad conte von Hötzendorf (Vienna, 11 novembre 1852 – Bad Mergentheim, 25 agosto 1925). Generale Feldmaresciallo, Capo di Stato Maggiore dell’esercito austro-ungarico dal1906 al 1911, e dal 1912 al 1917. La carriera è ricca di esperienze, sia sul piano operativo che su quello teorico. Giovane ufficiale di Stato Maggiore partecipa alla campagna di Bosnia del 1879, tre anni dopo è nella Dalmazia meridionale con la 47Divisione di fanteria per sedare la rivolta. In seguito, tra il 1888 e il 1892 insegnerà tattica e storia della guerra alla Scuola di Guerra di Vienna, di fatto formando la metà dei generali che avrebbero ricoperto incarichi di responsabilità nelle fila dell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale. Dall’aprile 1899 al settembre 1903 comanda la 55ª Brigata di fanteria di stanza a Trieste, dove fronteggia per la prima volta il problema dell’irredentismo italiano. Divenuto capo di stato maggiore nel novembre 1906, si fa promotore di un ampio progetto di riforma teso a riqualificare le forze armate con un innalzamento del bilancio della difesa che consenta un effettiva politica di riarmo. La riforma legislativa voluta da Conrad prevede un incremento delle forze di riserva amministrate separatamente dall’Austria e dall’Ungheria (rispettivamente Landwehr e Honvéd), ma entra in vigore troppo tardi per riuscire a dispiegare i propri effetti durante la guerra. Saranno invece di grande importanza, a partire dal 1915, le fortificazioni a protezione del Tirolo e la scelta di migliorare l’addestramento e l’equipaggiamento dei reparti da montagna. Possiede convinzioni politiche molto radicate, fondate su una logica di accentramento nemica di ogni forma di federalismo o trialismo, che avrebbero presto o tardi condotto alla disgregazione della compagine imperial-regia. Al contempo, è favorevole a concedere una larga autonomia nei settori linguistico, amministrativo, culturale e scolastico ad ognuno dei dodici gruppi nazionali principali presenti nella duplice monarchia. Economia, politica estera e soprattutto difesa, necessitano invece di una guida unica. Dai timori circa la minaccia che il nazionalismo e l’irredentismo rappresentano per l’integrità dell’impero nasce la convinzione di Conrad che sia necessario condurre una politica estera più aggressiva, tesa al dominio indiscusso dei Balcani, basato sul presupposto di un pieno controllo del regno serbo. Critico nei confronti dell’Italia, non ha alcuna fiducia che questa tenga fede alla Triplice Alleanza, al punto di chiedere ripetutamente che le venga sferrato un attacco preventivo, mentre l’unico alleato su cui fare affidamento rimane la Germania.

La pressione politica esercitata da Conrad nel 1911 al fine di attaccare l’Italia, impegnata nella guerra di Libia, porta il latente contrasto con il ministro degli esteri Aehrenthal ad uno scontro aperto, in cui quest’ultimo prevale, costringendo il capo di stato maggiore alle dimissioni. Reintegrato nell’incarico l’anno successivo, rimarrà in carica sino al febbraio 1917, quando l’Imperatore Carlo decide di destinarlo al comando della II Armata “Feldmarschall Conrad” in Tirolo. Le effettive ragioni della destituzione sono da ricercare molto probabilmente nei tentativi che Carlo si appresta a intraprendere per la stipula di una pace separata. Le convinzioni di Conrad circa la necessità di proseguire la guerra a qualsiasi costo sono ben note, e i deludenti risultati ottenuti dall’esercito sino a questo momento, seppure non certo interamente ascrivibili alle responsabilità del generale, giustificano tale provvedimento. La fallita offensiva al Piave, condotta simultaneamente dalla II Armata e dalla V Armata del generale Boroevic (Isonzo Armee ), nel giugno 1918, portano alla definitiva destituzione di Conrad.

Nel corso della guerra perderà due dei tre figli maschi e sposerà in seconde nozze la triestina Virginia von Reininghaus, figlia del pittore Tito Agujari. Il legame con una donna più giovane di lui di quasi trent’anni, sposata e madre di sei figli, non mancherà di sollevare molte critiche da più parti nella cattolicissima monarchia austro-ungarica, anche dopo il divorzio di lei e le nozze con Conrad nell’ottobre del 1915.

  • Bibliografia
    Deák Istvàn, Gli ufficiali della monarchia asburgica. Oltre il nazionalismo, Ed. Goriziana, Gorizia 1994; Fiala Peter, Il feldmaresciallo Franz Conrad von Hötzendorf. Biografia storico-militare (1852-1925), Rossato, Novate di Valdagno, 1990; Todero Roberto, I fanti del Litorale Austriaco al confine orientale 1914-1918, Paolo Gaspari ed., Udine 2014
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  • Crediti immagine
    Archivio Roberto Todero. Collezione privata visitabile Zenobi.
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