Edinost

Edinost

L’«Edinost» è una Società politica slovena fondata a San Giovanni di Guardiella (Trieste) il 12 novembre 1874 con finalità patriottico-nazionali. Essa, infatti, nacque con l’intento di consolidare e diffondere la coscienza nazionale e la realtà economica esistente, di difendere i diritti nazionali, di appoggiare e promuovere gli interessi materiali e spirituali della popolazione slovena del circondario e in generale dell’intera collettività negli affatri statali, comunali, ecclesiastici ed economici, come pure di incentivare l’istruzione nazionale. Nel giro di pochi anni si volle estendere l’attività anche ai dintorni che rientravano nella provincia dell’Istria e nel Carso, dove già era presente la Sloga di Gorizia. Nel corso dell’assemblea tenutasi a Servola il 5 maggio 1878 fu votata la proposta di modificare il nome in Società politica Edinost per il Litorale e il 28 ottobre 1878 questa organizzò il tabor a Dolina in cui, ancora una volta, fu rivendicata l’idea della Slovenia unita. Sino alla costituzione della Società politica per i croati e gli sloveni dell’Istria (1902), l’Edinost collaborava anche con i politici croati, tra i soci comparivano anche Matko Mandić, che ne fu anche il suo presidente (1891-1905), e Vjekoslav Spinčić. In campo nazionale, una delle maggiori vittorie fu l’ottenimento della revisione luogotenenziale del censimento della popolazione del 1910.

Poiché le discussioni con gli sloveni di Gorizia per la costituzione di una testata comune non ebbero successo, l’8 gennaio 1876 uscì il primo numero dell’omonimo giornale, promosso dal gruppo liberale laico. Nel programma del foglio si legge: «La grande importanza della città di Trieste per gli slavi e in particolare per gli sloveni, le condizioni sfavorevoli per la popolazione slovena triestina e per gli abitanti del circondario richiedono ineluttabilmente che a Trieste si fondi un giornale sloveno». Questo si proponeva d’essere indipendente, amante della libertà, pacifico, nazionale; inoltre, avrebbe destato il patriottismo ma non si sarebbe occupato di questioni religiose. Divenne il portavoce dell’identità slovena e al tempo stesso incentivava lo sviluppo della coscienza nazionale negli strati più bassi della comunità, pertanto appoggiava l’attività della Società dei Santi Cirillo e Metodio. Non mutò l’atteggiamento editoriale, perciò fu oggetto di critiche e polemiche provenienti dagli ambienti socialisti e clericali ma anche liberali sloveni al di là del Litorale. Il giornale si fece portavoce dell’idea trialista, che avrebbe sostenuto fino allo scoppio del primo conflitto mondiale, e individuava nella città di Trieste la futura capitale del Regno degli slavi meridionali dell’Austria-Ungheria. I redattori seguivano la linea lealista e non mettevano in discussione l’esistenza della Duplice monarchia, non lesinavano però i toni critici nei confronti della politica conservatrice verso la componente slava. Sino al luglio del 1882 usciva con ricorrenza bimensile, sino alla fine del 1893 era un settimanale e dal gennaio 1894 un trisettimanale, dal 2 aprile 1898 usciva due volte al giorno (edizione del mattino e del pomeriggio), mentre nel gennaio del 1900 divenne un quotidiano. L’ultimo numero uscì il 4 settembre 1928 e il 17 di quello stesso mese il regime fascista decretò anche la fine della società.

  • Bibliografia
    Program, in «Edinost», a. I, n. 1, Trst, 8 gennaio 1876; S. Monti Orel, I giornali triestini dal 1863 al 1902, Lint, Trieste 1976; B. Marušič, Edinost, in Enciklopedija Slovenije, vol. 2, Mladinska knjiga, Ljubljana 1988, pp. 415-416; J. Kramar, Narodna prebuja istrskih Slovencev, Založništvo tržaškega tiska, Koper-Trst 1991.
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    Archivio F. Cecotti.
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