Caserma grande

Caserma grande

Nel 1764, per volontà dell’imperatrice Maria Teresa, sui terreni della contrada del Torrente, fu inaugurato il grande edificio dell’Ospedale civile cittadino che concentrava in un unico spazio i piccoli ospedali sparsi per la città. Quando Giuseppe II succedette alla madre, dopo una serie di ampliamenti e modifiche, l’edificio veniva adibito a Caserma nel 1785. Vi si aggiunsero altri corpi destinati ai magazzini e all’ospedale militare che, quando venne eretto il nuovo spazio di via Fabio Severo (1862), servì da scuola per i cadetti di fanteria. Dal 1909 vi furono trasferiti il comando e tre battaglioni del 4° reggimento di fanteria della Bosnia Erzegovina. Circondata sui quattro lati da strade (via del Torrente, l’attuale via Carducci, sulla quale si affacciavano gli alloggi della truppa; via Fabio Severo; via Crociera; via Coroneo), essa ospitava tra l’altro un galoppatoio, una piazza d’armi, stalle e magazzini. Fu nel cortile piccolo della Caserma grande che il 20 dicembre 1882 avvenne l’impiccagione di Guglielmo Oberdan. Al momento della mobilitazione, alla fine di luglio 1914, intorno alla Caserma grande si affollarono i tanti triestini richiamati e i loro familiari. Occupato dalle truppe italiane, tra il 1926-27 l’edificio fu abbattuto per lasciare spazio all’attuale piazza dedicata alla memoria di Guglielmo Oberdan, nel quadro della ristrutturazione urbana voluta dal fascismo.

  • Bibliografia
    S. Rutteri, Trieste. Spunti dal suo passato, LINT, Trieste 1968, pp. 345-351; R. Todero, Dalla Galizia all’Isonzo. Storia e storie dei soldati triestini nella Grande guerra. Italiani, sloveni e croati del k.u.k. I.R. Freiherr von Waldstätten nr. 97, prefazione di M. Rossi, Gaspari, Udine 2006, pp. 19-24.
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