Bergamas Antonio

Bergamas Antonio

Nato da una famiglia gradiscana di sentimenti italiani, si trasferì bambino a Trieste, dove frequentò le scuole elementari e il Ginnasio comunale, per proseguire poi gli studi presso l’Istituto magistrale di Capodistria. Appassionato studioso e ammiratore di Mazzini, fu attivista del movimento mazziniano e vicino alla Democrazia sociale irredenta. Conseguito il diploma magistrale, iniziò ad insegnare nel popolare rione triestino di Cittavecchia e simpatizzò per il futurismo. Dopo lo scoppio della guerra, varcò clandestinamente il confine per vivere a Roma; seguì altri giovani giuliani impegnati nei soccorsi ad Avezzano, per poi proseguire nel suo impegno politico nella capitale. Trasferitosi a Venezia, vi seguì l’addestramento paramilitare assieme ad altri fuorusciti. Subito l’arresto durante una manifestazione per l’intervento, in cui aveva manifestato la sua passione repubblicana, si arruolò finalmente con il nome di guerra di Antonio Bontempelli nel 2° btg. della brigata Re, con cui fu sul Podgora. Conseguito il grado di sottotenente, fu inizialmente assegnato al 137° rgt. della brigata Barletta, con cui combatté sul Sei Busi e a Castelnuovo. Seguì poi il suo reparto, spostato sull’altipiano di Asiago per fronteggiare l’offensiva austroungarica. Impegnato nella piana di Marcesina, nel giugno 1916, mandato all’assalto con il suo reparto di zappatori, varcato un primo ordine di reticolati, venne falciato dai colpi di una mitragliatrice. Il suo corpo non venne più ritrovato e non a caso alla madre Maria Bergamas sarebbe stato assegnato il compito di scegliere i resti del Milite ignoto da tumulare nell’Altare della patria a Roma, durante la cerimonia che si sarebbe svolta nella basilica di Aquileia nel novembre 1921. Antonio Bergamas fu insignito di una medaglia d’argento al valor militare alla memoria.

F.T.

  • Bibliografia
    A. Scocchi, Tre maestri di Trieste caduti per l’Italia. Antonio Bergamas - Umberto Gaspardis – Ezio De Marchi, Unione Magistrale Triestina, Trieste 1922; F. Todero, Morire per la patria. I volontari del Litorale austriaco nella Grande guerra. 1914-1918, Gaspari, Udine 2005
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